La @Vitaimpatto1 di Claudia Selvetti, in rete GreenKika. Raccontata a @MinimoImpatto

greenkika

Nel quotidiano cammino di Minimo Impatto, on ed off line, incontriamo sempre più persone green davvero interessanti. Sicuramente la conoscerete, ma abbiamo pensato di raccontarvi qualcosa in più di lei. Parliamo di Claudia Selvetti, in rete GreenKika, che ha iniziato nel 2011 un progetto di vita ecologica a tutto campo, che sarebbe dovuto durare un anno ma che ha influito talmente tanto nella sua vita da restarvi attaccato come un chewing gum sotto la scarpa.

Del resto per lei sarebbe stato impossibile non mantenere alcune delle abitudini radicate nel corso del primo anno di “Vita a impatto 1″ (perché uno è il pianeta che abbiamo a disposizione), come il riciclo creativo di abiti e oggetti, il periodico e vano tentativo di organizzare un piccolo orto sul balcone (nonostante il suo pollice nero), la bicicletta inforcata in ogni occasione e tante piccole altre cose che hanno causato in lei un cambiamento profondo.

Nel blog Vita a impatto 1 GreenKika racconta da allora la sua esperienza green che, fra le tante cose belle che ha portato, è stata soprattutto una splendida occasione di dialogo e confronto con tante, tante persone preziose e portatrici sane di idee.

Ecologisti a volte si nasce, altre si diventa. Perché magari ci si imbatte in un filmato, articolo o libro… insomma in quell’informazione che ti può cambiare la vita. Qualcosa del genere è accaduto anche a te… puoi raccontarcelo?

Certo che sì: qualche anno fa nutrivo il pensiero, comune a molti, che i vegetariani fossero estremamente coraggiosi e i vegani pazzi. Con una certa vergogna ammetto che anche io ho risposto “abbiamo i canini, perciò mangiare carne è giusto”, a una amica vegana troppo insistente. E nei recessi della memoria avevo nascosto fin troppo bene i ricordi dei miei attacchi di panico quando vedevo ogni tanto un pescatore tirar fuori dall’acqua il povero pesce disperato, e delle mie urla incontrollate fino a che non l’avesse ributtato in acqua, scosso ma vivo. Poi ho conosciuto una ragazza che era vegana da molti anni e assolutamente riservata sulle proprie scelte. Ogni volta che chiacchieravo con lei, non c’era supponenza nelle sue parole, e farle domande sul perché delle sue scelte era estremamente interessante poiché la sua era una cultura notevole in molti campi legati al veganismo, al vegetarismo, alla salute. Lei si era posta delle domande ed era sempre in cerca di risposte, senza sentirsi un’illuminata o voler indottrinare nessuno.

Poi una sera mi ha fatto cadere sotto il naso il libro “Se niente importa“, e la prima roccia che sosteneva il mio fragile muro di convinzioni si staccava e cominciava a rotolare, e io sapevo che avrebbe provocato una vera valanga. Ero pronta. Inutile dire quante lacrime ho speso su quel libro, e quanto senso di colpa, non solo per il sistema degli allevamenti industriali e dell’inquinamento che ne scaturisce, ma per le misere vite di noi umani, così egoisti e ciechi da non renderci conto dell’immensa ricchezza che è questo mondo.

Poi, la nascita del progetto di Vita a impatto 1 e dell’omonimo blog, ispirati dalle numerose altre letture di gente che aveva fatto scelte nuove e per me estremamente giuste, tra cui Colin Beavan, Paola Maugeri, Vanessa Farquharson, Henry D. Thoureau, Cristina Gabetti e molti altri. C’era un mondo intero di persone dedicate all’ambiente da scoprire, a partire dal vegetarismo, primo vero passo per ridurre il proprio impatto sul pianeta, fino a tutte le varianti possibili dei sostituti all’usa e getta. Non si finisce mai di imparare.

greenkika1

Qual è stata la tua conquista ‘green’ a cui tieni di più? 

Sicuramente il seguito sul blog è stato una inaspettata e inesauribile fonte di dialogo e confronto, ma soprattutto un luogo dove son nate numerose amicizie e relazioni! Al di là del tema trattato, non avrei potuto conoscere le persone che conosco adesso, senza un mezzo tanto potente come la rete, capace di unire persone con gli stessi gusti e pensieri, con la voglia di condividere le proprie esperienze, di dare e chiedere consigli, insomma, di costruire qualcosa insieme grazie alle parole.

Se una persona che fino ad oggi non è stata attenta all’ambiente ti chiedesse dei consigli sul… da dove cominciare, cosa suggeriresti?

Leggere, leggere “Se niente importa”, e poi “Il maiale che cantava alla luna”, “Un anno a impatto zero”, “L’arte di coltivare l’orto e se stessi”, riflettere su come le scelte, e in particolare quelle alimentari, siano veri e propri atti politici e rivoluzionari.

Se poi avessi a che fare con una persona creativa, suggerirei il riciclo di ogni materiale possibile. Se fosse una appassionata di moda, il restyle degli abiti, e se avesse un figlio, perché non provare i pannolini lavabili e ingredienti naturali per detergere e proteggere la pelle del suo bambino?

A ognuno il suo, perché la strada per ridurre i danni che finora abbiamo fatto alla natura e anche a noi stessi è difficile e forse impossibile da affrontare da soli, ma deve essere anche stimolante e divertente. Solo così io ho potuto smettere di chiedermi se ogni azione “green” in fondo in fondo fosse vana: sfruttando le mie capacità e il contesto sociale in cui ho sempre vissuto, condividendo con gli altri le mie idee e cercando sempre nuove soluzioni.

Ritieni che ci sia qualche luogo comune che puoi sfatare grazie alla tua esperienza?

Non so, non saprei. A parte quelli su vegetariani e vegani, di cui è pieno il mondo, credo che uno dei luoghi comuni che ho udito più spesso sia che la vita ecologica richiede tempo e soprattutto denaro. Bugia: richiede coinvolgimento emotivo e razionale, partecipazione da parte della famiglia, condivisione, amore incondizionato per la natura, il pianeta e il suo futuro, empatia per tutte le creature, capacità di riconoscere le conseguenze delle proprie scelte, ricerca continua, riduzione dei propri presunti bisogni, attivismo politico, coerenza, insomma, richiede molto di più. Non è certo roba da tutti, o almeno non lo sarà fino a che il senso civico non sarà radicato E nelle azioni spontanee dei singoli E nei sistemi legislativi dei paesi che hanno risorse e possibilità per cambiare la situazione ambientale attuale.

La tua vita a… impatto 1 ritieni abbia più privazioni o si sia arricchita, da quando hai ‘aumentato’ il tuo amore per il Pianeta?

Sicuramente è stata un’occasione di arricchimento, e se potessi tornare indietro, vivrei quel primo anno con ancora più prove da superare. In alcuni casi ho affrontato delle vere e proprie sfide, come la rinuncia ai viaggi in aereo o l’eliminazione dello shopping (difficilissimo per una spendacciona come me), ma queste come altre piccole prove, mi hanno dato modo di misurarmi con me stessa, la mia forza di volontà e coerenza, la mia città intorno e i suoi limiti e vantaggi, e mi hanno permesso di prendere vie che altrimenti non avrei conosciuto.

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