@MinimoImpatto raccontata da Maria Rosaria Ferrò!

mariarosariaferroInnanzitutto facciamo le presentazioni: chi è Minimo Impatto?

Minimo impatto è una piccola azienda – oggi verrebbe definita micro-impresa – con uno staff di sei persone che, da sette anni, si occupa della commercializzazione di prodotti per la casa, per le imprese, per il benessere della persona e per il tempo libero a minimo impatto ambientale. Per raccontarvi meglio la nostra attività abbiamo intervistato Maria Rosaria Ferrò, assistente commerciale ed amministrativa di Minimo Impatto

Quali sono stati gli step che avete percorso per iniziare questa attività?

Innanzitutto abbiamo compiuto un’attenta analisi di mercato per la ricerca dei prodotti che, da un lato, erano richiesti dal mercato e, dall’altro, rispettavano la mission dell’azienda. Per quanto concerne questo ultimo punto devo dire che siam partiti dal fine vita dei prodotti. Ci siamo infatti chiesti “quali sono i prodotti in plastica monouso che, portati a discarica, occupano maggior volume e quindi inquinano di più?”. Ci sono subito venuti alla mente numerosi oggetti di uso comune.

Sarebbe stato bello, ad esempio, offrire alle mamme e ai papà i pannolini lavabili e quelli compostabili. Per la casa, il tempo libero o il lavoro in ufficio si poteva proporre ai clienti l’uso di piatti, bicchieri e stoviglie monouso in bio-plastica compostabile. Per la cura della persona si potevano offrire detergenti per il corpo, shampoo, balsamo ecologici, ma anche detersivi senza tensioattivi di origine chimica. Abbiamo pensato a risme di carta riciclata, giochi ecologici, gadget solari, ecoarredo, abbigliamento e, per trasportare tutto, ovviamente non si poteva non considerare le buste in bioplastica, mater-bi, oppure quelle riutilizzabili.

Selezionati i prodotti dovevamo scegliere fornitori che potessero garantire prodotti certificati. Abbiamo iniziato ad acquistare piccole quantità di prodotti per testarli e abbiamo quindi scelto quelli che ritenevamo fossero i migliori.

Quali sono i vostri canali di vendita?

Oltre alla vendite all’ingrosso alle imprese ed ai negozi, da cinque anni, offriamo i nostri prodotti on line. Minimoimpatto.com è una piattaforma e-commerce di prodotti sostenibili e a basso impatto ambientale nata con un obiettivo: far capire al pubblico che, per le necessità di tutti i giorni, è possibile scegliere prodotti sostenibili che, a volte, risultano anche economicamente vantaggiosi rispetto ai tradizionali.

Come siete riusciti a farvi spazio in un mare magnum come internet?

Per prima cosa, abbiamo pensato a posizionare il sito nei  motori di ricerca (SEO): chi usava google doveva trovarci. Vi assicuro che non è un lavoro che si fa dall’oggi al domani: bisogna lavorare sull’architettura del sito, sulle parole chiave, sui titoli, sulle descrizioni e soprattutto sui contenuti del sito inserendo più informazioni possibili sui prodotti, video, applicazioni utili, post di approfondimento, link interni ed esterni, immagini e il tutto deve essere di buona qualità .

Una volta partiti abbiamo monitorato costantemente la nostra reputazione sul web (PAGE RANK), i “mi piace” su facebook: oggi, grazie anche a questo lavoro, abbiamo circa 100.000 pagine visitate ogni anno.

Un ulteriore mezzo che si utilizza per farsi notare sul web è la pubblicità a pagamento sui motori di ricerca (google adwords, yahoo  search marketing, facebook ads). In confronto al posizionamento naturale, si ottengono risultati immediati ma sono a pagamento.

Avete un contatto diretto con gli internauti?

L’attività di Minimo impatto non può prescindere da un colloquio costante con i propri clienti – attuali o potenziali – e, grazie alla rete, quest’attività se, da un lato, è immediata, dall’altro è amplificata: oggi abbiamo 14000 fans e 4500 amici su facebook e 4000 follower su twitter.

Un altro mezzo che usiamo per potenziare il web marketing è rappresentato dalle dem direct email marketing, dalle campagne email e dall’invio della nostra newsletter agli utennti registrati sul sito  che oggi conta circa 2500 clienti iscritti. Minimo Impatto ha poi un blog quotidianamente aggiornato, con 1500 post scritti fino ad oggi e 50.000 visitatori annui.

Quanto vi è utile internet per capire i gusti e le necessità dei clienti?

Sotto questo punto di vista internet è essenziale. Grazie a google analytics riusciamo a capire chi entra sul nostro sito, cosa cerca, quali sono le pagine che consulta, cosa pensa e le ragioni che lo spingono a terminare la consultazione del sito. E’ poi essenziale tenere sotto controllo le campagne adwords e le parole chiave che maggiormente portano le persone sul nostro sito.

Tutte queste operazioni di seo, sem, dem, social marketing sono fondamentali per la vendita dei prodotti. Senza questa attività, che deve essere eseguita quotidianamente da risorse interne all’azienda, non si raggiunge nessun obiettivo.

Una volta riempito il vostro sito di immagini e parole dovrete poi riempire i vostri scaffali di prodotti e cercare di vendere i prodotti: come avete organizzato la vostra struttura di distribuzione?

Innanzitutto Minimo impatto ha a disposizione un magazzino di circa mille metri quadri. A tal proposito, per tutti coloro che sono interessati a vendere on-line prodotti ecosostenibili, ma non possono o non vogliono impegnare risorse economiche sull’acquisto di merce, sui costi di logistica e su quelli relativi al magazzino Minimo Impatto ha sviluppato la formula easy store.

In sostanza il sito di e-commerce inserisce il prodotto che, però, rimane in giacenza presso la struttura di Minimo Impatto: quando verrà venduto Minimo Impatto invierà la bolla al cliente e la fattura al negozio e-commerce.

Ulteriore passo è stata la scelta degli spedizionieri che variano a seconda del prodotto che vendiamo e del servizio che desideriamo dare ai nostri clienti.

Da ultimo, solo in termini cronologici e non certo di importanza, c’è il sistema di pagamento da offrire ai potenziali clienti: ovviamente il sistema più diffuso è paypal, molto usati sono inoltre il bonifico bancario e il pagamento in contrassegno, oggi utilizzato nel 25% delle nostre transazioni.

Internet ha cambiato la vostra struttura aziendale?

Oggi Minimo Impatto non è la stessa azienda che era 6 anni fa quando è nato il nostro sito.

Grazie anche all’andamento positivo delle nostre vendite attraverso il canale e-commerce, siamo riusciti ad aumentare il volume delle vendite e questo ci ha consentito di acquistare maggiori quantità di prodotti aumentando quindi il nostro potere d’acquisto verso i fornitori che ci hanno riservato, col tempo, maggiori sconti proponendoci, in alcuni casi, addirittura di diventare grossisti.

Ora non vendiamo esclusivamente al cliente finale, ma anche ai negozi tradizionali ed a quelli online e, come già chiarito, a questa categoria offriamo non solo i prodotti, ma anche servizi di logistica.

Abbiamo creato dei GASS (gruppo acquisto shoppers sostenibile) per l’acquisto delle famose buste in mater bi da parte delle aziende con la personalizzazione del loro logo, ma senza investimenti iniziali importanti.

Quali saranno le prossime mosse di Minimo Impatto?

Il nostro sito sta già subendo un restyling e, al suo interno, daremo spazio agli annunci tra privati per favorire forme di riciclo e riuso.

Sulla scorta della nostra esperienza pluriennale abbiamo poi creato MINIMO IMPATTO COMUNICATION che darà sostegno a tutte quelle aziende che operano anche on-line, ma non hanno tempo o risorse da impegnare nel web marketing.

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