Consigli pratici per un’azienda più “green”

Lavori per un’azienda e vorresti che riducesse il suo impatto sull’ambiente?

Che tu sia manager,  proprietario, o assistente di un’azienda sappi che puoi diventare il motore di cambiamento per la tua società. Qui qualche idea di ispirazione su come fare.

** Cambia il modo di fare economia, opera affinché la tua azienda non si concentri su un modello di sviluppo del tipo “produrre, buttare e produrre di nuovo” (vedi la puntata di Report su Rai 3 “L’altro Modello” a proposito dei  limiti della crescita economica) ma sul modello del riciclo dei rifiuti e del risparmio energetico.

** Diventa un esempio per gli altri, anche dove non lo impone la legge, o dove la legge fallisce (es. il Maxi-emendamento alla finanziaria 2007 voleva la messa al bando dei sacchetti in polietilene entro il 2010 ma il lavoro di riduzione graduale che doveva partire a inizio 2007 ha invece visto un aumento della domanda di polietilene del 2.2%). Con il tuo impegno personale si crea un circolo virtuoso degli affari che può solo giovare a un’azienda.

** Prendi coraggio e fai una scelta morale: scegli un fornitore di servizi attento all’ambiente, con sede vicino alla tua azienda (per avvicinarti al kilometro zero). Prediligi fornitori con abitudini ecologiche, rispettosi della natura e dell’ambiente animale, e che non sfruttano manodopera a basso costo nei paesi in via di sviluppo: si crea anche qui un circolo virtuoso per cui i cattivi fornitori sono eliminati dal circuito. In Italia c’é già chi preferisce accedere a fornitori che condividono i loro criteri ambientali (ad esempio nella produzione di detergenti equosolidali ed ecologici si prediligono fornitori che praticano il fair trade, che usano materie prime da fonti rinnovabili, etc.)

** Promuovi un cambio di mentalità nella tua impresa: non pensare “quanto posso risparmiare”, ma “come posso integrare l’ecologia senza che salti il budget aziendale”. Cambiamento chiave: pensa al ritorno per l’azienda in tempi più lunghi.

** Integra il ritorno di lungo termine nel budget aziendale. Esempio: nel vendere prodotti che non urtano la pelle (detergenti senza tensioattivi petrolchimici) il ritorno é sul cliente; la qualità del prodotto a medio-lungo termine fidelizza il cliente, più attento a quello che mette in bocca, sulla pelle e sul corpo in genere. Quel cliente tornerà a bussare alla tua porta.

Fortunatamente posso dire che un’economia ecologica é anche economica. Cambiare il modo di consumare, in privato e nella propria professione, significa risparmiare soldi. Quando si educano i propri impiegati o colleghi a chiudere il rubinetto dell’acqua quando non lo si usa, a spegnere la macchinetta del caffé dopo l’uso, o a spegnere le luci li dove non sono necessarie (a proposito, qualcuno lavora in ENI al laghetto dell’EUR a Roma?), o quando si consiglia di comprare TV, computer, radio etc con stand-by automatico si aiuta a risparmiare sì soldi, ma anche energia, acqua e altre risorse limitate del pianeta.

Il mio consiglio spassionato: Informati bene e informati meglio (ad esempio: non é detto che la carta riciclata sia migliore di quella nuova – quanta acqua e energia elettrica infatti va spesa per separare colle e colori dalla carta riciclata? Vale la pena?) e siate critici verso quello che fate e vedete.

Alcune iniziative ambientali come individui e come professionisti:
– siate sostenibili nella mobilità: comprate scooter elettrici, bici (normali o elettriche) o usate l’autobus se abitate vicino al posto di lavoro. Avete mai sentito parlare di Car Sharing? Alcune città in Italia lo fanno già
– usate risme di carta fatta di materiali alternativi alla carta come la carta mela, o riciclata (attenzione al riciclato! Non sempre significa energeticamente efficiente). Riducete il consumo di carta inutile (non stampate tutto, leggetelo e salvatelo sul PC)
– usate meno prodotti monouso, e quello che non potete evitare compratelo biodegradabile e compostabile (piatti, bicchieri, posate in mater-bi, polpa di cellulosa, carta e cartone, etc). Per gli shopper: andate preparati verso il 2010, quando saranno banditi gli shopper di plastica in Italia (che consuma 4 miliardi di shopper l’anno. Al mondo sono 1.200 miliardi)
– usate detergenti con tensioattivi di origine vegetale e non petrolchimica
– verniciate con pitture fotocatalitiche (svolgono un pò la funzione delle piante, ma sulle pareti di immobili e nell’asfalto delle strade)
– applicate il filtro dell’acqua ai rubinetti (sia in casa che in azienda) per lavare altrettanto bene ma con meno acqua.

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